giovedì, Giugno 20, 2024
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Ultima Generazione tenta il blitz alla parata del 2 giugno

AGI – Volevano bloccare il corteo delle alte cariche dello Stato per la festa del 2 giugno e hanno tentato di sdraiarsi in Piazza Venezia, poco prima che transitasse la Lancia Flaminia del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: per questo motivo 15 attivisti di Ultima generazione sono stati fermati dalla Polizia a Roma. I manifestanti hanno opposto resistenza passiva, prima di essere portati al commissariato Parioli e Pinciano per l’identificazione.

Gli agenti sono intervenuti fra piazza Mattei, via del Corso e piazza Santi Apostoli, dove gli attivisti si preparavano a entrare in azione con striscioni, bottiglie di vernice nera e lucchetti. Per otto dei 15 fermati è scattata la denuncia in quanto erano già destinatari del provvedimento di foglio di via obbligatorio, irrogato dal Questore di Roma per precedenti azioni. Il gruppo ecologista, che ha rivendicato il blitz contro quella che ha definito una “Festa ipocrita”, sostiene che un suo attivista sarebbe stato colpito con un manganello da un agente quando era già a terra.

“Mentre erano ancora tra il pubblico al di là delle transenne in via IV novembre, cinque attivisti sono stati placcati dalla Polizia e portati in commissariato“, ha denunciato l’organizzazione, “un poliziotto ha usato il manganello su una persona di Ultima Generazione mentre era già trattenuta a terra da altri agenti”.

“Noi”, ha aggiunto, “siamo qua solo per chiedere protezione con un Fondo Riparazione, che possa soccorrere tutte le persone colpite anche in questi giorni, e che lo saranno sempre di più in futuro come ci dice la scienza”.

 

Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha rivolto il suo “plauso” agli agenti intervenuti per fermare i “vandali” che “volevano impedire il passaggio del corteo della Festa della Repubblica”, “garantendo il regolare svolgimento della Festa di tutti gli italiani”. Raffaella Paita, coordinatrice nazionale di Italia Viva, ha condannato “il goffo tentativo di bloccare l’auto del Presidente della Repubblica” che a suo dire “rappresenta non solo una mancanza di rispetto nei confronti delle istituzioni ma anche la conferma di posizioni irragionevoli e prive di senso”.

“Non è certo interrompendo celebrazioni istituzionali o imbrattando quadri che si possono cambiare le cose”, ha aggiunto, “le politiche ambientali sono una cosa estremamente seria che va affrontata col pragmatismo e la visione della buona politica”. 

 

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