venerdì, Maggio 22, 2026
spot_imgspot_imgspot_imgspot_img

Un test sulla memoria primo strumento per individuare i blackout da alcol

AGI – Un gruppo di ricercatori ha sviluppato il primo strumento oggettivo in grado di identificare in tempo reale i blackout indotti dall’alcol, episodi di perdita di memoria associati a rischio di incidenti, aggressioni, arresti e overdose. Lo studio dei ricercatori della University of Missouri School of Medicine, pubblicato sulla rivista Addiction e coordinato da Mary Beth Miller, docente di psichiatria e direttrice dell’Health Intervention and Treatment Research Laboratory della Mizzou School of Medicine, mostra come semplici test della memoria eseguiti mentre si beve possano contribuire a individuare i soggetti a rischio e ridurre i danni correlati al consumo di alcol.

Test mnemonici durante il consumo di bevande alcoliche

Ai volontari veniva mostrata un’immagine e, quindici minuti più tardi, veniva chiesto di ricordarla. Secondo l’ipotesi dei ricercatori, l’incapacità di ricordare l’immagine poteva indicare il verificarsi di un blackout. I risultati ottenuti in tempo reale sono stati poi confrontati con le autovalutazioni riferite dai partecipanti il giorno successivo, per verificare se avessero effettivamente sperimentato un blackout. “In questo studio, il mancato ricordo di un’immagine durante il consumo di alcol è risultato moderatamente correlato alle auto-segnalazioni di blackout raccolte il giorno dopo”, spiega Mary Beth Miller. “Al contrario, in oltre il 90% dei casi, se una persona ricordava tutte le immagini viste mentre beveva, non riferiva un blackout il giorno successivo”.

Progressi nella ricerca sugli effetti cognitivi dell’alcol

Secondo gli autori, questi test rappresentano un importante avanzamento nella ricerca sugli effetti cognitivi dell’alcol, perché costituiscono la prima misura oggettiva mai realizzata per rilevare i blackout alcolici. “Il principale ostacolo nello studio dei blackout è che non è possibile capire quando stanno accadendo”, osserva Miller. “Essere in grado di identificarli in tempo reale ci aiuterà a comprendere quando e perché si verificano”.

I ricercatori stanno ancora perfezionando lo strumento di valutazione. Poiché lo studio ha coinvolto prevalentemente giovani adulti consumatori sociali di alcol, il gruppo intende verificare se i risultati cambino in altre popolazioni, come gli adulti più anziani con disturbo da uso di alcol. Gli studiosi vogliono inoltre testare l’efficacia del metodo aumentando la quantità di informazioni da ricordare.

L’obiettivo finale, spiegano gli autori, è sviluppare un’applicazione capace di identificare con precisione i blackout durante il consumo di alcol. Nel frattempo, il metodo potrebbe già essere utilizzato in contesti sociali informali. “I test della memoria sono un modo rapido e semplice per valutare il rischio di blackout nei propri amici mentre si beve”, conclude Miller. “Se una persona non ricorda qualcosa dopo circa quindici minuti, non significa necessariamente che sia in blackout, ma potrebbe essere opportuno monitorarla con maggiore attenzione”.

 ​ Read More 

​ 

VIRGO FUND

PRIMO PIANO