martedì, Luglio 16, 2024
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Una molecola potrebbe alleviare i danni dell’ictus

AGI – Si chiama LK-2, è una nuova molecola che potrebbe alleviare i danni cerebrali correlati all’ictus. A individuarla gli scienziati dell’Hospital for Sick Children (SickKids) e della Shanghai Jiao Tong University, che hanno pubblicato un articolo sulla rivista Nature per rendere noti i risultati del loro lavoro. Il team, guidato da Lu-Yang Wang, ha scoperto una molecola che ha il potenziale di proteggere i neuroni in caso di ictus. L’ictus ischemico, spiegano gli esperti, si verifica quando il flusso sanguigno verso una parte del cervello viene interrotto, privando le cellule cerebrali di ossigeno e nutrienti. In assenza di un trattamento tempestivo, le cellule cerebrali possono morire, provocando danni permanenti al cervello e alle sue funzioni.

 

L’ictus è una delle principali cause di morte e disabilità in tutto il mondo, colpisce milioni di persone ogni anno. “I nostri risultati – spiega Wang – forniscono un modo completamente nuovo di pensare al salvataggio delle cellule, riducendo al minimo gli effetti collaterali neurali avversi della terapia convenzionale per l’ictus. La molecola LK-2 potrebbe essere la chiave per sbloccare terapie di successo per i pazienti colpiti da attacchi ischemici”. Il danno cerebrale, spiegano gli esperti, viene causato principalmente da un neurotrasmettitore chiamato glutammato.

 

Quando il cervello è a corto di ossigeno e nutrienti, i livelli di glutammato aumentano drasticamente, sovrastimolando i recettori N-metil-Daspartato (NMDAR) sulla membrana delle cellule cerebrali. Ciò provoca un’ondata di calcio che entra nelle cellule, innescando una cascata di eventi che alla fine porta alla morte cellulare. Per decenni, i ricercatori hanno cercato di sviluppare farmaci in grado di bloccare gli NMDAR e prevenire la neurotossicità che deriva da livelli elevati di glutammato. Tuttavia, i farmaci precedenti che hanno come bersaglio gli NMDAR sono stati inefficaci.

 

Allo stesso tempo, il blocco degli NMDAR può causare gravi effetti collaterali, come psicosi e deterioramento cognitivo. Il gruppo di ricerca ha scoperto che il glutammato può legarsi e attivare un tipo di sensore dell’acidosi chiamato canali ionici sensibili all’acido (ASIC), che sono normalmente attivati ​​dagli acidi. Identificando il sito specifico negli ASIC in cui si lega il glutammato, il team è stato in grado di sviluppare una nuova molecola, chiamata LK-2, in grado di bloccare selettivamente il sito di legame del glutammato negli ASIC, ma lasciare intatti i recettori NMDAR. Nei modelli preclinici, la molecola impediva efficacemente al glutammato di sovrastimolare gli ASIC per ridurre il flusso di calcio e la morte cellulare. “La nostra ricerca – concludono gli autori – ha rivelato un nuovo modo per proteggere il cervello dalla tossicità del glutammato senza interferire con i recettori NMDAR. Nei prossimi studi clinici, continueremo a esplorare la funzione e i meccanismi di LK-2”.

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