sabato, Febbraio 24, 2024
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Veneto Banca Spa mette all’asta il suo patrimonio artistico. Anche un Guido Reni

AGI –  Sei secoli di arte italiana e internazionale dal Quattrocento veneto al nostro millennio, dalla cultura di Mantegna e Bellini a Damien Hirst e con un inedito di Guido Reni, 378 lotti che partiranno da una base d’asta complessiva di
7,7 milioni di euro: tra martedì 30 e mercoledì 31 gennaio andrà in scena “La Gioia a colori”, la più importante asta in Italia dalla vendita della collezione Tanzi nel 2019. L’asta viene realizzata nell’ambito della
dismissione del patrimonio storico-artistico di Veneto Banca SpA in liquidazione coatta amministrativa disposta dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Dopo il record mondiale realizzato dalla scultura di Canova ‘Amore e Psichè (oltre 1,2 milioni di euro) nella prima vendita gestita per Veneto Banca, è di nuovo la casa d’aste Bonino a lanciare ‘Meraviglie Atto II. La Gioia a Colorì.

 

Da Veneto Banca proviene la grande maggioranza dei lotti, a partire dallo strepitoso dipinto inedito di Guido Reni (1575 – 1642), “San Francesco in meditazione“, olio su tela 183×136 cm, datato agli anni ’30 del Seicento, secondo Daniele Benati, il massimo specialista del pittore, superiore alle analoghe opere della Pinacoteca Nazionale di Bologna, della collezione dei Principi Colonna, della Quadreria dei Girolamini e del Louvre. Confluito in Veneto Banca paradossalmente in modo casuale, a seguito di una operazione finanziaria, è una delle perle dell’asta (lotto 302, base d’asta 200.000).

 

 

 

 

Eccezionali pure altri conferimenti, di opere spesso mai apparse sul mercato, anche con provenienza estera: tra queste, la “Veduta di Verona” di Gaspard van Wittel (1653-1736), con approfondita scheda di Laura Laureati, la più notevole opera di Vanvitelli di questo soggetto – rarissima anche perchè su rame, eccezionalmente conservata (37,6×41,5 cm) e documento della topografia storica di Verona – già passata a Sotheby’s Londra nel 2005 per 756.000 (lotto 309, base d’asta 700.000), “Il bimbo malato” di Luigi Nono (1850-1918), che rappresenta il vertice della pittura veneta dell’800, record mondiale per l’artista in Svezia nel 2011 ( 350.000 circa), che ora potrebbe essere bissato con una base d’asta di 680.000 (lotto 339); “I Musicanti (Serenata)” di Raffaello Sorbi (1844-1931), anch’esso record mondiale per l’artista con 334 milioni di lire realizzati a Sotheby’s Londra nel 1988 (lotto 344, base d’asta 120.000).

 

Strepitosa anche la selezione di pittura antica, tra cui emergono soprattutto i dipinti del Rinascimento veneto e lombardo: una “Madonna con Bambino”, tavola identificata da Mauro Lucco come l’ultima opera nota di Antonio Vivarini (1418–1484), capo di una delle principali botteghe venete del ‘400 (lotto 280, base d’asta € 160.000); “Davide con la testa di Golia” restituita da Anchise Tempestini a Rocco Marconi (1480-1529), una tavola di grande formato (78,5×64,8 cm), capolavoro del pittore, che testimonia l’espansione della lezione di Giorgione all’inizio del Cinquecento (lotto 288, base d’asta € 260.000); una terza tavola, una “Natività” (rarissima anche per il fatto di portare il titolo in vista: «NATVS ES / REDEMPTOR / MONDI») attribuita da Mina Gregori al veronese Domenico Morone (1442-1518), sotto la quale l’indagine ai raggi infrarossi ha rivelato un ricco disegno di marca mantegnesca e belliniana sia a mano libera sia a riga e compasso (lotto 283, base d’asta € 140.000). Ancora da ricordare la “Testa del Battista” di Francesco de’ Maineri (1460-1509), creata tra il 1502 e il 1508 forse per Ercole I d’Este, duca di Ferrara, connessa alle sperimentazioni di Leonardo da Vinci sulla anatomia.
 
Il secondo nucleo fondamentale, nell’antico, è quello del primo Caravaggismo romano (1610-1620). Ben due le opere di Carlo Saraceni (1579-1620), giudicate dalla critica prototipi di due tra le sue invenzioni più famose ed esemplari per la pittura europea del Seicento: “Giuditta e Oloferne” e “La Madonna del sonno” (lotto 317, € 120.000, e lotto 299, € 260.000). Un “San Carlo Borromeo”, realizzato intorno alla data della sua canonizzazione (1610) da una mano vicina a Orazio Borgianni, proveniente dalla collezione dei Principi Colonna prima del fidecommesso che nel 1818 ha cristallizzato la attuale celebre quadreria romana (lotto 369, € 100.000). Vengono allora in mente le accuse pronunciate il 2 novembre 1606 dal pittore Giovanni Baglione contro Saraceni e Borgianni, di averlo aggredito nell’interesse di Caravaggio.
 
E poi l’800 e il ‘900 internazionali, da Toulouse-Lautrec (1864–1901) a Maurice Utrillo (lotto 318,  € 16.000), da Lucio Fontana (lotto 327, € 140.000) a Damien Hirst (1965). Di Tolouse-Lautrec compare uno studio del suo cane (lotto 332, base d’asta € 6000), che per la potenza iconica è stato immaginato nel design di decine di prodotti (dalle copertine dei cellulari alle borse da spiagga!); di Hirst, uno strepitoso “Spot Painting” (160×175,5 cm, formato raro sul mercato italiano), proveniente da Gagosian, New York (lotto 303, € 800.000).
 
Oltre 50 gli specialisti, da università, musei e archivi da tutto il mondo, che hanno supportato la casa d’aste nella catalogazione. Tra gli altri  Maria Giulia Aurigemma, Nicola Spinosa, Keith Sciberras, Luisa Martorelli, Rebecca Müller, Andrea Tomezzoli, Francesco Leone, Paola Betti, Laura Laureati, Pascal Bertrand, Anna Orlando, Enrico Maria Dal Pozzolo, Anchise Tempestini, Luigi Cavallo, Toni Toniato, Hélène Bruneau, Marco Horak, Giuseppe Pavanello, Cinzia Virno, Paolo Tomea, Daniele Benati, Babette Bohn, Bastian Eclergy, David Ekserdjian, Fausto Gozzi, Angelo Mazza, Emilio Negro, Massimo Pulini, Erich Schleier, David M. Stone, Archivio Opera Giuseppe Uncini, Alessandro Delpriori, Piero Carofano, Gianni Papi, Carlo Falciani, Massimo Francucci, Angela Negro, Giuseppe Scavizzi, Stefano Causa, Paolo Bertelli, Gian Carlo Malacarne, Mattia Vinco, Andrea Donati, Patrizia Piergiovanni, Yuri Primarosa, Frederick Ilchman, Stefania Mason Rinaldi, Karin Wolfe, Francesco Petrucci, Elena Frosio, l’Archivio Schifano, Teresa Sacchi Lodispoto a Sabrina Spinazzé e Davide Trevisan.
 
Tutte le opere più rilevanti sono state sistematicamente sottoposte ad un set di indagini scientifiche a cura dei più noti analisti italiani – Davide Bussolari e Gianluca Poldi – con esiti a disposizione del pubblico: una scelta operata da Bonino controcorrente rispetto al mercato d’asta, dove gli elementi relativi allo stato conservativo sono condivisi solo su specifica richiesta dei potenziali acquirenti. Si tratta di riprese all’ultravioletto (che evidenziano ritocchi e restauri), all’infrarosso (utili a leggere il disegno eventualmente sottostante la pittura), ai raggi X (con cui si può identificare la sovrapposizione dei livelli di pittura) e analisi non distruttive del colore tramite spettrometria (al fine di verificare l’originalità deli materiali).
 
Altri autori, dell’800 e 900. Il paesaggio, la figura umana, l’astrazione: tutti i principali temi dell’arte occidentale sono rappresentati in questa asta. Da Palma il Giovane a Michele di Ridolfo del Ghirlandaio, Marinari e Trevisani, Ludovico Carracci e Simone Cantarini; da Favretto a Ettore Tito, da Miró a Dalí, da Montézin a Casorati, da Cabianca a Bianchi Barriviera a Dudreville; da Mancini a Annigoni, Santomaso, Schifano, Pannaggi, Morishita; dalla famiglia Ciardi al completo, a William Henry Haines e Rubens Santoro; da Monachesi, Murer, Fiume, Kalchschimdt, Fazzini, Primo Conti; dal rarissimo Ugolini, a Milesi e Bordignon; da Toni Benetton, a Federigo Andreotti, Shōzō Shimamoto, Edgardo Mannucci e Mattia Moreni; da Anton Zoran Music a Baj e Julio Le Parc; da Maurizio D’Agostini a Uncini, Tadini, Morlotti; da Benetta a Celiberti, Pomodoro, Scanavino, Bartolini, Servolini, Tulli, Corneille, Tilson, Borghese, Radice, Trubbiani, Ghiglia, Gianquinto, Turcato, Tomea, Lazzaro, passando per figure emergenti e storiche della cultura figurativa veneta e marchigiana tra ‘800 e ’900, da Serena a Benetta a Piotto a Bresolin, a Paolo da San Lorenzo, a Guelfo. Ed inoltre una preziosa serie di fogli incisi con i capolavori dell’arte, dalle cartiere Miliani di Fabriano.

 

Una ultima chicca è una teletta dalla Collezione di Edouard Safarik, che la attribuiva ad una rarissima artista, Marietta, la figlia di Tintoretto – oggi al centro della ricerca accademica sulla pittura al femminile (Lotto 293, base d’asta € 50.000).

 

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