AGI – Coniugare la grande geopolitica con l’inclusione culturale e sociale più avanzata: dal 29 al 31 maggio 2026, Parma si trasformerà nella capitale della diplomazia culturale ospitando il Summit Internazionale dell’’Heritage International Institute, intitolato: “Intangible Heritage Horizons and Echoes: Safeguarding the Invisible”.
L’Heritage International Institute conferma il suo primato globale nella protezione della cultura, riunendo ambasciatori, rappresentanti governativi, organizzazioni internazionali, mondo accademico, società civile e leader aziendali. Al centro del dibattito la protezione del patrimonio intangibile, anche in aree di crisi, e una svolta sui diritti umani: l’accessibilità universale per le persone con disabilità intellettive e psicosociali. L’evento culminerà in una storica cerimonia di firma di accordi.
Un summit multi-stakeholder senza precedenti
Ideato e promosso dall’Heritage International Institute in collaborazione con l’Università di Parma e Sciences Po, grazie alla direzione della professoressa Valentina Gastaldo, l’evento propone una formula senza precedenti: un summit multi-stakeholder capace di far dialogare il mondo accademico, la diplomazia, le autorità politiche, la società civile e il settore privato. Non sarà una passerella di parole, ma un laboratorio di fatti, puntando a risultati concreti per i diritti e la sicurezza, con la firma di accordi di cooperazione e la promozione di politiche concrete a difesa dell’identità culturale.
Il patrimonio immateriale come diritto universale
“Il patrimonio immateriale è l’anima degli individui e dei popoli, oggi minacciata da guerre, calamità e globalizzazione”, dichiara il presidente di Heritage International Institute Sergio Iovino, recatosi più volte in missione in teatri di crisi quali Libia e Iraq. “Con questo Summit lanciamo una diplomazia culturale d’avanguardia. Non vogliamo solo documentare il passato, ma agire con tecnologie digitali, scudi legali e politiche concrete. Salvare l’identità delle culture a rischio significa garantire un diritto universale alla cultura, abbattendo ogni barriera fisica e cognitiva”.
Dai dossier del Medio Oriente ai diritti umani
In un’epoca segnata da conflitti armati e crisi globali, la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale — dalla musica, la danza e il teatro fino alle lingue, le tradizioni e le pratiche sociali — diventa uno strumento fondamentale per la pace e la sicurezza internazionale.
A Parma si affronteranno i temi più caldi dell’attualità politica ed estera in una chiave del tutto inedita. Dai canti millenari della Siria alle tradizioni orali di Libia e Iraq, la memoria viva dei popoli diventa la prima linea di difesa contro gli effetti della guerra. Rappresentanti istituzionali e diplomatici si confronteranno su come proteggere la memoria collettiva intangibile, inclusa in Siria, Libia, Egitto, Iraq e Somalia, con l’obiettivo di salvare l’identità sociale delle comunità colpite da guerre ed emergenze umanitarie.
La voce del Libano
“Il nostro patrimonio culturale è sotto attacco, ma le bombe non possono cancellare la nostra identità”, dichiara Sarkis El Khoury, direttore generale delle Antichità del Libano. “Grazie all’Heritage International Institute portiamo a Parma la voce di un Libano che non si arrende, per difendere il diritto alla memoria come un’arma di pace”.
Tecnologia e patrimonio intangibile
Il Museo Virtuale sul Patrimonio Culturale, riconosciuto dalle Nazioni Unite come benchmark di eccellenza globale, dimostrerà come l’alta tecnologia possa abbattere ogni barriera sensoriale e cognitiva. Il Summit di Parma costituirà l’occasione per estendere il Museo Virtuale al patrimonio culturale intangibile, avviandone la digitalizzazione in Italia e all’estero, incluso il Medio Oriente.
Una svolta storica sui diritti e la disabilità
Il Summit ridefinisce il patrimonio culturale come un bene davvero universale, dedicando uno spazio centrale al tema dei diritti umani. Con la promozione delle Nazioni Unite, si dà avvio all’elaborazione delle Linee guida internazionali per i diritti culturali delle persone con disabilità intellettiva e psicosociale, coordinate da Heritage International Institute e promosse dall’Italia durante il suo mandato triennale al Consiglio Diritti Umani ONU (2026-2028). Tra i partner del programma figurano Cipro, Messico, Iraq e Montenegro.
Dai villaggi del Nepal a Parma
Saranno presentati i primi risultati artistici e scientifici della missione di Heritage International Institute in Nepal tra le comunità indigene Tharu, con l’obiettivo di salvare dall’oblio i saperi millenari dei custodi delle foreste nepalesi. Questo lavoro guiderà anche la candidatura della comunità nell’archivio nazionale del Nepal e successivamente all’UNESCO.
Azione concreta e cerimonia di firma
L’Heritage International Institute supera la dimensione del dibattito teorico traducendo la diplomazia culturale in azioni concrete. Il Summit culminerà in una solenne cerimonia di firma con la sottoscrizione di Memorandum d’Intesa che impegneranno i firmatari pubblici e privati in progetti di cooperazione sul campo per i prossimi anni, a partire dal Libano.



