AGI – Nuovo terremoto in Ucraina ai vertici delle forze della difesa: il presidente Volodymyr Zelensky ha licenziato il comandante in capo delle forze armate, Oleksandr Syrskyi, e ha offerto una “posizione di rilievo” al ministro della Difesa Mykhailo Fedorov che aveva rimosso la settimana scorsa.
La mossa di Zelensky di licenziare il ministro della Difesa aveva scatenato proteste in Ucraina e il numero uno di Kiev è stato costretto a una marcia indietro.
Terremoto al vetice della difesa in Ucraina
In un discorso televisivo a tarda notte, Zelensky ha annunciato la nomina di Mykhailo Drapatyi, generale molto popolare tra le truppe e nell’opinione pubblica, come nuovo capo delle forze armate ucraine. Drapatyi avrà il compito di supervisionare la riorganizzazione della struttura di comando dell’esercito.
Reintegrato Fedorov nel governo
Zelensky ha anche annunciato che avrebbe reintegrato Fedorov nel governo dopo che la sua rimozione dall’incarico di ministro della Difesa aveva portato migliaia di persone a manifestare a Kiev e in altre città ucraine, in una delle più gravi crisi politiche del Paese dall’invasione russa del 2022.
I meriti riconosciuti a Syrskyi
A Syrskyi, Zelensky ha riconosciuto il merito di aver guidato la difesa in Ucraina e di aver lanciato la controffensiva nella provincia russa di Kursk nell’estate del 2024.
Il profilo del nuovo comandante
Il nuovo comandante in capo, che guida le forze congiunte dell’Ucraina, combatte contro la Russia sin dagli scontri del 2014 in Donbass contro Mosca. Diventò famoso a livello nazionale dopo avere sfondato una barricata eretta da militanti filorussi nella città di Mariupol a bordo di un veicolo da combattimento per la fanteria.
L’alleanza con Fedorov
Drapatyi è considerato un alleato di Fedorov, i cui tentativi di riformare le forze armate in Ucraina e di obbligarle ad adottare tecnologie moderne hanno portato a un aspro scontro con il conservatore Syrskyi.
Fedorov ha accolto con favore la nomina di Drapatyi: “È una ventata di aria fresca e una nuova speranza alla lotta dei popoli liberi per la libertà e la giustizia. È una voce di cambiamento che non poteva essere ignorata”, ha affermato.



