domenica, Marzo 3, 2024
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E’ in aumento il rischio di estinzione globale delle specie animali migratorie del mondo  

AGI – Le specie animali migratorie del mondo sono in declino e il rischio di estinzione globale è in aumento. A lanciare l’allarme è il primo rapporto sullo stato delle specie migratorie nel mondo stilato dalla Convenzione sulla conservazione delle specie migratorie della fauna selvatica o CMS, inserito nel contesto di un trattato delle Nazioni Unite sulla biodiversità, in occasione dell’apertura di un’importante conferenza delle Nazioni Unite sulla conservazione della fauna selvatica, CMS COP14. Il rapporto rivela che, mentre alcune specie migratorie elencate nel CMS stanno migliorando, quasi la metà (44%) mostra un declino della popolazione. Più di una specie su cinque, circa il 22%, di quelle elencate dalla CMS è a rischio di estinzione. Quasi tutte le specie ittiche, nello specifico il 97%, elencate nella CMS sono a rischio di estinzione. Il pericolo di estinzione è in aumento per le specie migratorie a livello globale, comprese quelle non elencate nella CMS. La metà, il 51%, delle Aree Chiave di Biodiversità, identificate come importanti per gli animali migratori elencati dalla CMS, non ha uno status di protezione, e il 58% dei siti monitorati riconosciuti come fondamentali per le specie elencate dalla CMS sta subendo livelli insostenibili di pressione antropica. Le due maggiori minacce sia per le specie elencate nella CMS che per tutte le specie migratorie sono il sovrasfruttamento e la perdita di habitat a causa dell’attività umana. Tre su quattro specie elencate nella CMS subiscono l’impatto della perdita, del degrado e della frammentazione dell’habitat e sette su dieci specie elencate nella CMS subiscono l’impatto dell’eccessivo sfruttamento, comprese le catture intenzionali e quelle accidentali. Anche i cambiamenti climatici, l’inquinamento e le specie invasive hanno un impatto profondo sulla sopravvivenza delle specie migratorie. A livello globale, 399 specie migratorie minacciate o quasi di estinzione non sono attualmente elencate nella CMS. Finora non è stata effettuata una valutazione completa delle specie migratorie. Il rapporto fornisce una panoramica globale dello stato di conservazione e delle tendenze demografiche degli animali migranti, insieme alle informazioni più recenti sulle principali minacce e sulle azioni di successo per salvarli. “Il rapporto mostra chiaramente che le attività umane non sostenibili stanno mettendo a rischio il futuro delle specie migratorie, creature che non solo agiscono come indicatori del cambiamento ambientale, ma svolgono un ruolo di rilievo nel mantenere la funzione e la resilienza dei complessi ecosistemi del nostro pianeta”, ha detto Inger Andersen, direttore esecutivo del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente “La comunità globale ha l’opportunità di tradurre queste ultime conoscenze scientifiche sulle pressioni cui sono sottoposte le specie migratorie in azioni concrete di conservazione”, ha continuato Andersen. “Data la situazione precaria di molti di questi animali, non possiamo permetterci di rimandare e dobbiamo lavorare insieme per trasformare le raccomandazioni in realtà”, ha precisato Andersen. Ogni anno miliardi di animali compiono viaggi migratori sulla terraferma, nei fiumi, negli oceani e nei cieli, attraversando i confini nazionali e i continenti, e alcuni viaggiano per migliaia di chilometri attraverso il globo per nutrirsi e riprodursi. Le specie migratorie svolgono un ruolo essenziale nel mantenimento degli ecosistemi mondiali e forniscono benefici vitali, impollinando le piante, trasportando sostanze nutritive fondamentali, predando i parassiti e contribuendo a immagazzinare il carbonio. Preparato per la CMS dagli scienziati della conservazione del World Conservation Monitoring Centre o UNEP-WCMC, del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente, il rapporto CMS sullo stato delle specie migratorie nel mondo si avvale delle serie di dati sulle specie più solide al mondo e presenta contributi di esperti di istituzioni quali BirdLife International, l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura o IUCN e la Zoological Society of London o ZSL. Il rapporto si concentra principalmente sulle 1.189 specie animali che sono state riconosciute e elencate dalla CMS come bisognose di protezione internazionale, ma presenta anche un’analisi relativa a oltre 3.000 specie migratorie aggiuntive non menzionate dalla CMS. Le specie catalogate dalla Convenzione sono quelle a rischio di estinzione in tutto o in gran parte del loro areale, o che necessitano di un’azione internazionale coordinata per migliorare il loro stato di conservazione. “Le specie migratorie si affidano a una varietà di habitat specifici in momenti diversi del loro ciclo di vita, viaggiano regolarmente, a volte per migliaia di chilometri, per raggiungere questi luoghi, devono affrontare sfide e minacce enormi lungo il percorso, così come nelle destinazioni in cui si riproducono o si nutrono”, ha dichiarato Amy Fraenkel, segretario esecutivo della CMS. “Quando le specie attraversano i confini nazionali, la loro sopravvivenza dipende dagli sforzi di tutti i Paesi in cui si trovano”, ha proseguito Fraenkel. “Questo importante rapporto contribuirà a sostenere le azioni politiche necessarie per garantire che le specie migratorie continuino a prosperare in tutto il mondo”, ha osservato Fraenkel. Sebbene si siano registrate tendenze positive per numerose specie CMS, i risultati del rapporto sottolineano la necessità di un’azione più incisiva per tutte le specie migratorie. L’inserimento delle specie nell’elenco della CMS indica che queste specie necessitano di pratiche di cooperazione internazionale per la loro conservazione. Ma, molte delle minacce che incombono su queste specie riguardano fattori globali di cambiamento ambientale, che si riflettono nella perdita di biodiversità e nel cambiamento climatico. Pertanto, si rende necessaria l’adozione di misure adeguate in grado di proteggere i luoghi vitali che fungono da siti di riproduzione, alimentazione e sosta per le specie migratorie da parte dei governi, del settore privato e degli altri attori. 

 
 

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